Sconfitte in Gara 3 e 4, Knicks con le spalle al muro


Gara 3, 82-71 per Indiana:
Torna in campo Amar’e Stoudemire, ma le sue condizioni non sono certo ottimali tanto che Woodson per proteggere le sue deficienze in difesa è costretto a passare alla zona. New York tira complessivamente col 35.7%, concede agli avversari 20 punti da seconda opportunità e perde la sfida a rimbalzo di 13 lunghezze. La difesa dei Pacers costringe i Knicks a 14 palle perse e ad un pessimo 3-11 da tre punti.
Roy Hibbert ha dominato la gara con 24 punti e 12 rimbalzi, di cui 8 offensivi. Tyson Chandler (-14 di plus\minus) non è riuscito a contenerlo. JR Smith è in campo con 39 di febbre: 4-12 al tiro per soli 9 punti. Nelle prime tre partite della serie l’ex Nugget ha tirato 11-42! Male anche Carmelo Anthony: 21 punti ma con 6-16. Il problema maggiore, poi, riguarda il reparto guardie. Kidd non segna veramente mai e Raymond Felton tira 1-8, perde 3 palloni in 34 minuti sul parquet.

Gara 4, Pacers 93-82 Knicks
Partiamo subito dicendo che i Knicks nella loro storia non hanno mai rimontato una serie da uno svantaggio di 3-1. Continua l’astinenza da canestro per Jason Kidd che non ha ancora mai segnato nella serie, mentre Prigioni (gioca solo 3 minuti) parte dalla panchina per lasciare spazio ai centimetri di Kenyon Martin. Woodson ha scelto quindi di partire con un quintetto alto per cercare di vincere la lotta a rimbalzo, che finora ha deciso ogni partita della serie. Questa tattica però si rivela poco utile alla causa dei blu-arancio visto che sia a rimbalzo che nei punti in vernice Indiana si dimostra nettamente superiore a livello statistico. JR Smith finisce la gara con un pessimo 7-22 al tiro e nel post-partita si dichiarerà colpevole per il cattivo rendimento della squadra. In generale la squadra va male al tiro da tre, l’arma principale dell’ottima regular season, e dopo la brutta prova di Gara3 replica con un inguardabile 8-28! Per Melo, che ha dovuto vedersela con la soffocante difesa di Paul George, solo 9-23 al tiro.
Per Indiana brillano invece il suddetto George con 18 punti e 14 rimbalzi, Lance Stephenson con 13 e 8 e George Hill con 26 punti, di cui 13 decisivi nel terzo quarto di gioco.
Stasera è WIN OR GO HOME per New York.

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Gara 2: Vittoria di peso per i Knicks

Il risultato finale di Gara 2 dice 105 a 79 per i ragazzi di Mike Woodson. Ci sarà almeno una Gara 5, ma ho il presentimento che si arrivi alla settima. Il parziale di 30-2 per New York a cavallo tra terzo e quarto periodo è risultato decisivo per assicurarsi la vittoria. Ottimo Carmelo Anthony con 32 punti (13-26 al tiro), 9 rimbalzi e 3 assist nonostante il problema alla spalla sinistra. L’MVP della partita però lo consegnerei a Pablo Prigioni, davvero emozionante, elogiato anche da Melo. Per l’argentino a referto ci sono 10 punti, 4 rimbalzi e 4 assist che gli sono valsi i cori del MSG “Pablo, Pablo!!”. Buona prestazione anche per Iman Shumpert, il quale ci ha regalato una schiacciata mostruosa. Messaggio a Derrick Rose: caro D-Rose IMAN si è infortunato nel tuo stesso giorno ed ha avuto lo stesso tipo di problema, ma lui è già in campo e vola sopra il ferro…tu invece?!?
Unico Knick ancora poco convincente è JR Smith, che ha problemi a fare canestro (3-15 al tiro) ma se la passa bene da un altro punto di vista:
Passiamo alle statistiche:
- 32 punti da palle perse avversarie per i Knicks, che forzano Indiana a 12 turnovers nel solo primo tempo;
- dopo aver perso la lotta a rimbalzo in Gara 1, stavolta New York la vince 37-35;
- 52 punti in vernice per i Knicks contro i 40 dei Pacers;
- la difesa di Woodson lascia a secco l’attacco avversario per oltre 7 minuti nel quarto quarto.

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East Semifinals, GAME 1: Pacers 102-95 Knicks

L’inizio di Gara 1 al MSG è promettente per i Knicks. Dopo il 3 su 3 iniziale Indiana tira 4-16; mentre Felton ne segna 12 in questa sola frazione e NY chiude il quarto con un parziale di 9 a 0. Si manifesta però il primo problema: Tyson Chandler ha già due falli. Per tutta la gara l’ex Mavs avrà problemi e non entrerà mai in partita: da alcuni giornalisti di ESPN è stato definito addirittura “invisibile”. Trascinati da DJ Augustin (a fine gara per lui 16 punti con 4 triple a segno) e West che segnano 10 punti a testa nel solo primo tempo, i Pacers vanno negli spogliatoi sopra di 6. Lo svantaggio da recuperare da parte dei Knicks aumenta nel terzo quarto, quando la difesa di Hibbert si trasforma in un passaggio a livello per i penetratori in maglia blu-arancio, e il nativo di Brooklyn, Lance “Born Ready” Stephenson cattura ogni rimbalzo possibile (6 nel quarto e a fine gara ben 13, conditi da 11 punti). Sei giocatori di Indiana sono già in doppia cifra, mentre Melo e JR tirano malissimo. Quando sta per cominciare l’ultima frazione il tabellone dice +16 Pacers. Anthony prova a reagire firmando sei punti ad inizio quarto, ma il dominio a rimbalzo offensivo degli avversari regala tantissimi extra-possessi ai ragazzi di Frank Vogel. La situazione si complica quando a 10 minuti dalla fine Anthony commette il suo quinto fallo. La partita si trasforma in una lotta tra cani, in cui PSYCHO Hansbrough la fà da padrone (in negativo) commettendo 4 falli in tre minuti. Dall’ottavo al quinto minuto dell’ultimo periodo New York rimane a secco. Inoltre Chandler esce con sei falli e ormai non c’è più nulla da fare. Fattore campo a favore di Indiana e stanotte è già una pivotal game.
Passando alle cifre non si può non cominciare dai problemi al tiro di Anthony, che ha sbagliato 75 degli ultimi 110 tiri tentati, serie contro Celtics compresa! Se continua così i Knicks non vanno da nessuna parte, specie se insiste col gioco in isolamento, deleterio per l’attacco newyorkese. Dall’altra parte è stata impeccabile la difesa dei Pacers. Solo Felton è riuscito ad impensierirla con 18 punti e 8-12 al tiro. David West e Paul George hanno difeso alla grande su Melo (18 tiri sbagliati), Smith (4-15) e IMAN (4-11). Sotto le plance Indiana ha battuto i Knicks di 14, chiave del match oltre alla citata difesa. Infine venti punti da seconda occasione per i Pacers, che dominano anche nel pitturato 46 a 32.

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Recap: GARA 5 e GARA 6. Passaggio del turno sofferto per NY.


In Gara 5 i Knicks falliscono un’altra occasione per mettere a nanna i Celtics, perdendo 92 a 86 sul parquet del MSG. I giocatori di NY si presentano al palazzo tutti vestiti di nero per celebrare quello che immaginano essere il funerale dei Celtics. Woodson disapproverà pubblicamente e Felton rinnegherà la scelta, mentre i ragazzi di Rivers non fanno che bruciare il carburante servitogli dagli avversari. Su tutti Jason Terry (17 punti) che segna 5 triple, di cui una fondamentale nel quarto finale che dà il +12 ai suoi. Jeff Green segna 18 punti, Pierce 16, Garnett domina come nel 2004 (con 16 punti e ben 18 rimbalzi) e realizza anche il canestro decisivo in faccia a Chandler a 48 secondi dalla fine, e infine Bass fa un’eccellente difesa su Anthony e segna 17 punti. Già, Anthony: pessima prestazione al tiro per lui, 8-24! Deludente anche JR Smith con 14 punti e 3-14 al tiro. Per i Knicks non funziona nemmeno il tiro dall’arco: solo 5 triple segnate su 22 tentativi per un misero 23%. Inoltre Gara 5 segna la prima sconfitta casalinga di NY, dopo 13 vittorie consecutive. Secondo Elias la vittoria di Boston è un’impresa: “Entering the 2013 postseason, only 10 of the 103 teams that fell behind 3-0 forced a Game 6. Only three of those 10 teams forced a Game 7″.

Vittoria per (88-80) in GARA 6 per New York (1a serie vinta dal 2000) che chiude la pratica Celtics e si prepara a una sfida molto fisica contro i Pacers. I Knicks dominano fin dall’inizio questa partita, andando anche sul +26, salvo poi rischiare di rovinare tutto subendo un parziale di 20-0 nel quarto quarto. Per fortuna nel momento di massima crisi per i suoi, Melo segna una tripla importante (prima segnata dopo 19 sbagliate nella serie) che porta NY sul 84-75. Nell’azione successiva difende bene su Pierce e regala il contropiede a JR che riporta NY sopra di 11. I protagonisti in blu-arancio sono stati però, a mio parere, Iman Shumpert e Pablo Prigioni. Il primo segna 17 punti con 3 triple, di cui un paio nel quarto quarto, nonchè il layup che ferma il parziale di 20 a zero dei bianco-verdi. L’argentino invece infila tre bombe nel primo quarto per dare il vantaggio di 24-10 ai suoi.
La chiave per questa vittoria è stata la difesa: avversari tenuti a 47 punti nei primi tre quarti di gioco; Boston ha tirato col 38% e il 27% da tre; Pierce annullato (14 tiri sbagliati su 18 tentati). Per quest’ultimo potrebbe essere stata l’ultima partita al TD GARDEN con la maglia di Boston. Stessa cosa per Kevin Garnett (15 punti e 10 rimbalzi), il quale esce tra gli applausi e si prende l’abbraccio di Doc Rivers. Mentre i Celtics devono ragionare sul futuro e la loro estate è cominciata, i Knicks devono “stay humble” come si dice negli USA e non perdere la testa di fronte alla difesa e i contatti duri del team allenato da Frank Vogel.

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RECAP: GARA 3 e GARA 4


I Knicks dominano i Celtics in Gara 3, a Boston, vincendo 90 a 76. E’ bene ricordare che nessuna squadra nella storia NBA abbia mai vinto una serie di playoffs rimontando da un 3-0. La nota negativa della serata è l’espulsione, per flagrant di tipo 2, di JR Smith. Con la partita già in ghiaccio, il sesto uomo dell’anno ha la brillante idea di dare una gomitata in faccia a Jason Terry. Sospeso per Gara 4, di cui parliamo tra poche righe.
Nel secondo quarto di Gara 3 NY mandano a segno un parziale di 11-4 e la difesa di Woodson costringe gli avversari a tantissimi errori: due soli canestri segnati nell’arco di sei minuti e undici tiri sbagliati (dei 17 tentati) nell’intero quarto per i biancoverdi! Boston tira col 35% nel primo tempo e i Knicks chiudono il primo tempo sopra di 16 lunghezze. Nel terzo quarto Boston accorcia sul -11, ma tre canestri di fila di Anthony mettono al sicuro il risultato, portando NY sul +17. Melo segna 14 dei suoi 26 punti nel terzo quarto di gioco. Ottima partita anche per Felton: +13 di plus/minus, 15 punti e 9 assist. Fondamentali nel primo tempo le tre triple di Pablo Prigioni, il quale chiude la gara con 9 punti e 5 rubate.

In Gara 4 Boston vince e rimanda la serie al MSG. Dopo un supplementare, Rivers e i suoi si assicurano la W per 97 a 90. Occasione persa per i Knicks di chiudere la serie e riposarsi in attesa di conoscere il prossimo avversario. Nel primo tempo New York tira col 30% dal campo e subisce un parzialone di 17-6 prima dell’intervallo lungo. A ciò si sommano le 12 palle perse di squadra in metà gara, superando la media di una partita intera nei playoffs. L’assenza di Smith si sente, specialmente in una serata NO per Carmelo Anthony: 8-23 al tiro nel primo tempo con 5 palle perse; sbaglia 10 dei 14 tiri presi nel quarto quarto e nell’overtime; in generale è efficacie solo dalla lunetta, tranne che per uno 0-2 pesante a fine regolamentari. Invece Pierce (29 punti) e Green (26) sono in gran serata per gli avversari. Nel terzo periodo i Celtics sono avanti di 20 punti, ma in soli tre minuti Bass commette il suo quinto fallo, Garnett il quarto e Green idem. A questo punto Raymond Felton si accende: segna 16 dei suoi 27 punti nel quarto in questione e guida la rimonta dei suoi cavalcando un parziale di 17-7 che accorcia la distanza fino al -3! Nel quarto periodo Shumpert segna 7 punti importanti e Felton un canestro pesante, ma il redivivo Garnett manda la gara al supplementare con un canestro dall’angolo. Nell’overtime il protagonista si chiama Jason JET Terry, il quale ne segna nove.

Stasera Gara 5, mentre Kidd vince lo SPORTSMANSHIP AWARD e JR dichiara: “Con me in campo avremmo vinto a gara 4″. Grazie JR.

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I Knicks si portano 2-0 nella serie contro i Celtics


Nella serata in cui JR Smith festeggia il premio di Sesto Uomo dell’anno, i Knicks si portano sul 2-0 contro Boston vincendo 87 a 71. Carmelo Anthony stellare in Gara 2: 34 punti, di cui 13 nel terzo quarto chiave. In due partite l’ex Nuggets ha segnato 70 punti totali, più di quelli segnati dai Celtics nei due secondi tempi (48 punti). Molto positivi anche il già citato JR “Swish” (19 punti con 7-15 al tiro venendo dalla panchina) e Raymond Felton (16 punti, 7 rimbalzi, 2 assist e +22 di plus/minus!). Tyson Chandler finalmente si iscrive anche lui alla serie segnando dal campo. L’ex difensore dell’anno però è ancora molto lontano dalla sua forma migliore. Fortunatamente per New York, al momento i Celtics non rappresentano un pericoloso avversario sotto le plance. Inoltre Kenyon Martin sta svolgendo il suo lavoro in maniera impeccabile: 11 rimbalzi e 4 stoppate in Gara 2. Secondo Jason Kidd, suo compagno già ai tempi delle due finali con la maglia dei Nets, è il miglior Martin degli ultimi 10 anni e la sua firma ha addirittura salvato la stagione di New York, perché arrivata in un momento decisivo della stagione (quando Chandler era out per problemi al collo).
Come anticipato prima, la partita è girata a favore dei padroni di casa nel terzo periodo. Dopo aver tirato 4-17 dal campo nel secondo quarto ed aver chiuso il primo tempo sotto di sei lunghezze, i Knicks trovano la svolta dalla loro difesa. Nel secondo tempo l’attacco dei Celtics accusa il colpo e tira con un pessimo 7-36 complessivo (per soli 23 punti col 19.4%), peggior prestazione al tiro dei bianco-verdi nelle ultime 15 postseason! La difesa dei Knicks ha costretto gli avversari a prendersi più jumpshot ed è riuscita a congelare il movimento di palla avversario. Sicuramente Doc Rivers ha rimpianto l’assenza di Rondo più che mai, in tale frangente. Non va dimenticato il parziale di 20-4 di NY ad inizio terzo quarto, coadiuvato da due triple di Shumpert.
Boston stasera giocherà in casa Gara 3 ma avrà bisogno del vero Garnett per rimettersi in carregiata. L’ex T-Wolves ha avuto prematuri problemi di falli nella Gara 2 e con lui fuori dal campo sappiamo tutti che i Celtics, ancorché privi di Rondo, sono una squadra modesta.

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Knicks 1, Celtics 0


Per la prima volta dal 2001 i Knicks sono in vantaggio in una serie di playoffs. Woodson ha schierato in quintetto Copeland da ala piccola e Shumpert da SG, a causa dell’assenza di Pablo Prigioni, oltre a Felton, Anthony e Chandler. Qualora l’argentino dovesse essere disponibile per Gara 2, Shumpert occuperebbe la posizione di SF nonchè la marcatura di Jeff Green. Proprio questo ragazzo ha trascinato i Celtics nel primo tempo di Gara 1 (8 punti già nel primo quarto). Per i padroni di casa invece è caldissimo Carmelo Anthony: 10 dei primi 12 punti dei Knicks sono suoi. L’ex Syracuse piazza canestri pesanti anche nel finale (4-5 al tiro nel quarto finale compresa una tripla in faccia a Green) e chiude il match con 36 punti, 6 rimbalzi e 4 rubate.
Tyson Chandler non è in buone condizione ma viene sostituito degnamente nei momenti decisivi da Kenyon Martin. L’ex Nuggets combatte a rimbalzo e lotta su tutte le 50-50 balls. Buona la gara anche del neo eletto Sesto Uomo dell’anno JR Smith: 15 punti con 4-5 al tiro. Nel complesso la panchina di NY surclassa quella degli avversari con 33 punti, 19 rimbalzi e 3 rimbalzi complessivi, contro il pessimo 0-7 al tiro, i sei rimbalzi e 0 assist dei biancoverdi uscenti dal pino. Le altre chiavi della vittoria dei Knicks o della disfatta dei Celtics, a seconda dei punti di vista, sono state:
- la ventina di palloni persi dei Celtics, di cui ben 8 nel quarto decisivo, che spesso hanno portato a facili contropiedi dei Knicks, guidati da Kidd (8 punti, 5 rimbalzi e 3 assist);
- i soli 8 punti (col 27% al tiro) segnati da Boston nel quarto finale e un declino progressivo dell’attacco di Rivers: 29, 24, 17 e appunto 8 punti nei rispettivi quattro periodi di gioco.
Martedì ci sarà Gara 2, a presto.

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Post-season alle porte: pensieri sparsi

I New York Knicks conquistano la seconda piazza ad EST e affronteranno i Boston Celtics al primo turno. Qui la schedule della serie:
Game 1 (New York): Saturday at 3 p.m. on ABC (21 Sky Sport)

Game 2 (New York): Tuesday at 8 p.m. on TNT

Game 3 (Boston): Friday at 8 p.m. on ESPN

Game 4 (Boston): Sunday, April 28 at 1 p.m. on ABC

Game 5 * (New York): Wednesday, May 1 Boston at TBD

Game 6 * (Boston): Friday, May 3 at TBD

Game 7 * (New York): Sunday, May 5 at TBD

Nel frattempo Rasheed Wallace purtroppo è costretto a un nuovo ritiro e la proprietà mette a disposizione di Woodson Earl Barron (niente male nell’ultima partita di regular season, la vittoria sugli Hawks). Inoltre dopo il taglio di Kurt Thomas è stato firmato Quentin Richardson, giocatore scomodo per Paul Pierce. Con questo non voglio dire che è l’andidoto contro The Truth ma è sicuramente un giocatore che lo infastidisce. Un po’ quello che Garnett proverà a fare con Anthony LOL
Melo ha conquistato la corona di miglior realizzatore della lega. Se credete alla sfiga però non vi farà molto piacere sapere che l’ultimo top scorer ad aver vinto anche il titolo NBA è stato Shaq nel 2000, dopo di lui il diluvio:

http://graphics8.nytimes.com/images/2013/04/17/sports/basketball/scoring-1/scoring-1-blog480.jpg

Le preoccupazioni di coach Woodson in vista di gara 1 riguardano soprattuto le condizioni fisiche dei suoi, in particolare quelle di Prigioni (in dubbio per la prima) e di Kenyon Martin. Nell’ultima partita stagionale l’ex coach degli Hawks ha fatto riposare, proprio contro Atlanta, sei giocatori in vista dei playoffs e poi ha tolto anche Shumpert dalla gara.

Contro i Celtics non sarà una serie facile, il TD GARDEN può trasformarsi in una fortezza invalicabile. La tragedia della maratona ha dato altro carburante (perdonatemi il cinismo) ai ragazzi di Rivers e al pubblico bianco-verde. Sarà durissima per i Knicks vincerne una in trasferta. Potrebbe crearsi un’atmosfera particolare, la stessa che si respirava al MSG nell’esordio stagionale con gli Heat, dopo l’uragano Sandy. Avversari con poca voglia di vincere e di attaccare, quasi restii “a infierire” su una città già colpita da una catastrofe.
Ovviamente le considerazioni principali sono quelle di ordine tattico. Senza Rondo di fronte il duo Kidd-Felton potrà sicuramente respirare in difesa, ma Avery Bradley non sarà clemente nei loro confronti. La differenza poi dovranno farla Anthony e JR Smith dalla panca. Green e Pierce, le controparti, sono pronti a rispondere colpo su colpo. Se Jeff Green segna almeno 20 punti a partita Boston può pensare all’upset. Non scordiamoci poi il duello sotto le plance fra i lunghi dei Celtics, KG in primis, e Chandler. Tyson dovrà come al solito essere leader difensivo, specie ora che si fa sul serio.
New York deve inoltre essere pronta a incappare in una gara con pessime percentuali durante la serie e quindi non fidarsi solo del proprio tiro dalla lunga. Sarà importante muovere la palla e difendere strenuamente senza cadere nelle provocazioni degli avversari, abilissimi a farti perdere le staffe.
Nei finali punto a punto, quando la palla scotta di più, entrambe le squadre hanno gente che può buttarla dentro. Mi aspetto però eroi inaspettati.
New York-Boston, un superclassico: Knicks favoriti, ma messi subito di fronte a un avversario difficile…non vedo l’ora che arrivi Sabato sera, e voi?!?

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3 sconfitte in fila nel selvaggio WEST


La trasferta ad Ovest è cominciata con una sonorissima sconfitta alla Oracle Arena 92 a 63. Senza Stoudemire per il resto della stagione, ci si accorge fin da subito che anche le condizioni di Anthony non sono le migliori. La sua gara finisce con un pessimo 4-15 al tiro. E’ quasi superfluo dire che contro i Warriors si è registrata la peggior prestazione al tiro di squadra per la franchigia newyorkese: 27.4% complessivo e 18.5% da tre punti! La palla non si muove e i Knicks collezionano solo 12 assist di squadra e ben 13 palle perse; complice la scomparsa sul parquet, nel secondo tempo, da parte di Raymond Felton. Inoltre JR Smith viene espulso per flagrant di tipo 2 ai danni di Harrison Barnes, ma l’NBA ammetterà che gli arbitri hanno visto male. C’è poco altro da dire per quanto riguarda questa partita, vista che è stata la peggior prestazione dei Knicks dal 2007.
La seconda gara ad Ovest era molto attesa perché si è trattato del primo ritorno di Anthony al Pepsi Center di Denver, dato che nella stagione del lockout quest’incombenza non si è verificata. Purtroppo però la partita ha palesato e anche aumentato i problemi e le difficoltà dei Knicks: Melo (3-12 al tiro e 3 palle perse) non riesce a sopportare il dolore alle ginocchia e lascia la gara in anticipo, così come Chandler, il quale prende una botta a un ginocchio che ne provoca la torsione. 117 a 94 per i Nuggets che fanno la partita fin dall’inizio, gestendo il ritmo della gara sul loro parquet e non permettendo mai ai Knicks di rifiatare contro il loro attacco e i loro rapidissimi contropiedi. Per i ragazzi di Karl ci sono 20 punti da contropiede e 22 punti dalle perse blu-arancio. Denver chiude del tutto la partita col parziale di 17 a zero nel secondo quarto. I trascinatori dei Nuggets sono i due ex Wilson Chandler (24 punti) e Gallinari (16 punti). Infine, per le mere statistiche, Denver batte a rimbalzo NY 53 a 33 e segna nel pitturato dei Knicks 62 punti, contro i soli 24 degli avversari.

A Portland arriva la terza sconfitta consecutiva, 105 a 90. Stavolta però sembrava che i Knicks ce la potessero fare. Infatti senza Anthony (tornato nella grande mela per farsi drenare il ginocchio destro) e Chandler (out per la botta rimediata con Brewer in Colorado), i Knicks vanno in vantaggio di 13 contro i Blazers nel primo tempo. Dopo l’intervallo lungo però New York crolla e va sotto di addirittura 16 lunghezze nel terzo periodo, prima di risollevarsi fino al meno quattro del periodo finale. Ma è proprio a questo punto del match che i Blazers piazzano il parziale decisivo (14-2) che gli consente di ottenere la W. Pessimo ritorno nell’Oregon per Felton (11 punti con 4-12 al tiro e 2 turnovers). Positivi solo Smith (33 punti) e Kenyon Martin- confermato fino al termine della stagione- il quale mette in campo una grande prova difensiva e segna 10 punti. Clamoroso dall’altra parte il rookie dell’anno Damien Lillard: 26 punti e 10 assist.
Domenica sera i Knicks giocheranno contro i Clippers e dall’aria che tira, potrebbe trattarsi della quarta sconfitta consecutiva. Vediamo se e come si presenteranno in campo Anthony e Chandler: il risultato dipende in buona parte da questo.

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Battuti i Jazz senza Melo e S.T.A.T.

http://espn.go.com/video/clip?id=espn:9035926
Privi di Carmelo Anthony e di Amar’e Stoudemire, a poche ore dall’aver appreso che quest’ultimo starà fuori le prossime sei settimane per operarsi a un ginocchio (per l’ennesima volta in carriera), i Knicks superano Utah 113-84. La difesa di Woodson, guidata dal solito Chandler, concede solo il 37.7% agli avversari. I Jazz segnano solo 7 delle 25 triple tentate e perdono la quarta gara consecutiva, facendosi raggiungere dai Lakers del sempre più incontenibile Kobe Bryant.
JR Smith non delude come prima opzione offensiva e segna 24 punti (11 nel quarto finale) con 10-18 al tiro, mandando a bersaglio 4 triple delle 8 tentate. Non è l’unico però ad avere la mano calda: Steve Novak ritrova “la mira” da dietro l’arco e segna 5 triple su 10, per un totale di 20 punti. Raymond Felton invece ha un plus minus di +34; Copeland, finalmente rimesso in campo da Woody, va in doppia cifra con 12 punti in 7 minuti sul parquet; mentre il Kenyon Martin ne mette 10 conditi da 6 rimbalzi e 2 rubate in 22 minuti. L’ex Nuggets ora è fondamentale visto l’infortunio a Stoudemire, i perenni problemi fisici di Camby e il triste nuovo ritiro di SHEED.
I Knicks avranno un giorno di riposo prima di partire per una trasferta nel selvaggio West.

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